Il talento narrativo di Emanuele Trevi, la grande letteratura dei nostri anni.
Ā«Se il tempo in cui viviamo affoga nelle narrazioni e nelle fiction un tanto al chilo, e al contempo nei riti piuĢ beceri del narcisismo di massa, i libri di Trevi paiono l'antidoto perfetto alla āletteratura circostanteāĀ» Andrea Cortellessa
Laura Betti e Pier Paolo Pasolini in Qualcosa di scritto; il grande fotografo Arturo Patten, Amelia Rosselli, Cesare Garboli in Sogni e favole; Mario Trevi, padre dellāautore e psicoanalista di vaglia, ne La casa del mago: questi i soggetti dei Ā«ritratti dal vivoĀ» qui raccolti in trilogia, i soggetti che tanti lettori hanno conosciuto attraverso la penna e lo sguardo di Emanuele Trevi. Una forma, il ritratto treviano, tuttāaltro che oggettiva: nei suoi libri, infatti, come scrive nel ricco saggio che accompagna il volume Andrea Cortellessa, Ā«ogni volta sono in gioco [...] ādue viteā: quella di chi interpreta e quella di chi viene interpretato. Dallo sguardo del secondo [...] il primo scopre di essere āvistoā molto piuĢ acutamente di quanto, da solo, possa fare con seĢ stessoĀ». Ciascun romanzo costituisce allora la tappa di un apprendistato, di un cammino iniziatico percorso dallāautore-personaggio (vorremmo dire: in nome dei suoi lettori) attraverso gli ultimi decenni del Secolo Lungo, un Novecento che, nonostante tutto, resiste dal finire; ciascun libro si addentra, prima che nella conoscenza o nella rivelazione, nel mistero di seĢ, del mondo, della Storia. Completano il volume materiali inediti e rari, in particolare cinque Satelliti, ritratti Ā«in miniaturaĀ» di altre figure dellāiniziazione treviana. Ma il limpido talento narrativo di Trevi, la sua ironia e la sua tragedia, la sua sfuggente, enigmatica benevolenza illumineranno anche noi non (ancora) iniziati: ci parraĢ questa la grande letteratura dei nostri anni, se eĢ vero che ā ancora Cortellessa ā Ā«la letteratura, fincheĢ esisteraĢ, saraĢ una funzione del possibile. Un altro nome, anzi, della vita possibileĀ».
Il talento narrativo di Emanuele Trevi, la grande letteratura dei nostri anni.
Ā«Se il tempo in cui viviamo affoga nelle narrazioni e nelle fiction un tanto al chilo, e al contempo nei riti piuĢ beceri del narcisismo di massa, i libri di Trevi paiono l'antidoto perfetto alla āletteratura circostanteāĀ» Andrea Cortellessa
Laura Betti e Pier Paolo Pasolini in Qualcosa di scritto; il grande fotografo Arturo Patten, Amelia Rosselli, Cesare Garboli in Sogni e favole; Mario Trevi, padre dellāautore e psicoanalista di vaglia, ne La casa del mago: questi i soggetti dei Ā«ritratti dal vivoĀ» qui raccolti in trilogia, i soggetti che tanti lettori hanno conosciuto attraverso la penna e lo sguardo di Emanuele Trevi. Una forma, il ritratto treviano, tuttāaltro che oggettiva: nei suoi libri, infatti, come scrive nel ricco saggio che accompagna il volume Andrea Cortellessa, Ā«ogni volta sono in gioco [...] ādue viteā: quella di chi interpreta e quella di chi viene interpretato. Dallo sguardo del secondo [...] il primo scopre di essere āvistoā molto piuĢ acutamente di quanto, da solo, possa fare con seĢ stessoĀ». Ciascun romanzo costituisce allora la tappa di un apprendistato, di un cammino iniziatico percorso dallāautore-personaggio (vorremmo dire: in nome dei suoi lettori) attraverso gli ultimi decenni del Secolo Lungo, un Novecento che, nonostante tutto, resiste dal finire; ciascun libro si addentra, prima che nella conoscenza o nella rivelazione, nel mistero di seĢ, del mondo, della Storia. Completano il volume materiali inediti e rari, in particolare cinque Satelliti, ritratti Ā«in miniaturaĀ» di altre figure dellāiniziazione treviana. Ma il limpido talento narrativo di Trevi, la sua ironia e la sua tragedia, la sua sfuggente, enigmatica benevolenza illumineranno anche noi non (ancora) iniziati: ci parraĢ questa la grande letteratura dei nostri anni, se eĢ vero che ā ancora Cortellessa ā Ā«la letteratura, fincheĢ esisteraĢ, saraĢ una funzione del possibile. Un altro nome, anzi, della vita possibileĀ».