Nel 1906 esce in Francia la traduzione proustiana di "Sesame and Lilies" [Sesamo e gigli] di John Ruskin, accompagnata da una prefazione â "Sur la lecture" [Sulla lettura] â nella quale Proust, prendendo le distanze dalle teorie del critico inglese, in una sapiente alternanza di parti narrative e parti saggistiche, rende presente la sua idea di lettura, offrendoci un primo assaggio di quel peculiare stile di scrittura che troverĂ la sua massima espressione nella "Recherche". Immergendoci nellâatmosfera incantata delle letture dâinfanzia, Proust ci fa partecipi della sua poetica che vede nel libro lâinnesco di un percorso creativo individuale, un principio di autonomia nella vita spirituale del singolo. Al contempo, il ricordo dei momenti felici trascorsi in compagnia di un libro amato fa riaffiorare come un magico filo dipanato a ritroso luoghi, persone, oggetti, situazioni sepolti nelle profonditĂ cristalline della memoria, che i lettori della "Recherche" non tarderanno a riconoscere. Queste pagine, tra le piĂš affascinanti che siano state dedicate allâattivitĂ di leggere, rappresentano il felice punto dâincontro tra lâapproccio alla lettura di un grande scrittore e le sensazioni che, in quanto lettori, conosciamo bene: lâimpressione trasognata, quasi irreale, con cui si emerge dal viaggio sul posto compiuto attraverso le parole di un libro. Le presentiamo al lettore italiano insieme a un articolo, "JournĂŠes de lecture"[Giornate di lettura], pubblicato il 20 marzo del 1907 su âLe Figaroâ, dove, a dispetto del titolo, è un altro il magico oggetto in grado di evocare presenze e atmosfere assenti: il telefono, dispositivo allâepoca ancora estremamente raro e dâĂŠlite. Ă un piccolo esempio di scrittura mondana e dâoccasione, un divertissement nel quale, tuttavia, traluce la capacitĂ affabulatoria, ironica e ammaliante del primo Proust.
Nel 1906 esce in Francia la traduzione proustiana di "Sesame and Lilies" [Sesamo e gigli] di John Ruskin, accompagnata da una prefazione â "Sur la lecture" [Sulla lettura] â nella quale Proust, prendendo le distanze dalle teorie del critico inglese, in una sapiente alternanza di parti narrative e parti saggistiche, rende presente la sua idea di lettura, offrendoci un primo assaggio di quel peculiare stile di scrittura che troverĂ la sua massima espressione nella "Recherche". Immergendoci nellâatmosfera incantata delle letture dâinfanzia, Proust ci fa partecipi della sua poetica che vede nel libro lâinnesco di un percorso creativo individuale, un principio di autonomia nella vita spirituale del singolo. Al contempo, il ricordo dei momenti felici trascorsi in compagnia di un libro amato fa riaffiorare come un magico filo dipanato a ritroso luoghi, persone, oggetti, situazioni sepolti nelle profonditĂ cristalline della memoria, che i lettori della "Recherche" non tarderanno a riconoscere. Queste pagine, tra le piĂš affascinanti che siano state dedicate allâattivitĂ di leggere, rappresentano il felice punto dâincontro tra lâapproccio alla lettura di un grande scrittore e le sensazioni che, in quanto lettori, conosciamo bene: lâimpressione trasognata, quasi irreale, con cui si emerge dal viaggio sul posto compiuto attraverso le parole di un libro. Le presentiamo al lettore italiano insieme a un articolo, "JournĂŠes de lecture"[Giornate di lettura], pubblicato il 20 marzo del 1907 su âLe Figaroâ, dove, a dispetto del titolo, è un altro il magico oggetto in grado di evocare presenze e atmosfere assenti: il telefono, dispositivo allâepoca ancora estremamente raro e dâĂŠlite. Ă un piccolo esempio di scrittura mondana e dâoccasione, un divertissement nel quale, tuttavia, traluce la capacitĂ affabulatoria, ironica e ammaliante del primo Proust.