Le epidemie, come le carestie e le guerre, sono un ricorrente flagello del genere umano, eppure ânon tutto il male viene per nuocereâ.
Sono antiche compagne e, per certi aspetti, anche e soprattutto efficaci maestre. Possono insegnarci il coraggio, la solidarietĂ , la prudenza, la prevenzione, lâigiene, e addirittura â paradossalmente â lâottimismo. Possono stimolare lâarte, la musica, la fantasia. Perfino far nascere lâamore. Nella Firenze del 1348 unââallegra brigataâ di giovani, tre ragazzi e sette ragazze, decide, per sfuggire al contagio che sta devastando Firenze, di âfar comunitĂ â rifugiandosi in luoghi ameni e salubri; lĂ , per non soccombere allâangoscia provocata dalla âmorĂaâ, viene stabilita tra loro la regola di raccontarsi a vicenda, in dieci diverse giornate, una novella ciascuno. Dieci protagonisti, dieci caratteri che emergono dalla narrazione, dieci forme di progressiva âcatarsiâ, di liberazione dalla paura. Una splendida psicoterapia di gruppo.
Tale il messaggio del Decameron di Giovanni Boccaccio, che questo libro ripropone per i giorni nostri, secondo una particolare chiave
interpretativa. La lettura di un medievista per il dramma postmoderno iniziato nei primi mesi del 2020.
Le epidemie, come le carestie e le guerre, sono un ricorrente flagello del genere umano, eppure ânon tutto il male viene per nuocereâ.
Sono antiche compagne e, per certi aspetti, anche e soprattutto efficaci maestre. Possono insegnarci il coraggio, la solidarietĂ , la prudenza, la prevenzione, lâigiene, e addirittura â paradossalmente â lâottimismo. Possono stimolare lâarte, la musica, la fantasia. Perfino far nascere lâamore. Nella Firenze del 1348 unââallegra brigataâ di giovani, tre ragazzi e sette ragazze, decide, per sfuggire al contagio che sta devastando Firenze, di âfar comunitĂ â rifugiandosi in luoghi ameni e salubri; lĂ , per non soccombere allâangoscia provocata dalla âmorĂaâ, viene stabilita tra loro la regola di raccontarsi a vicenda, in dieci diverse giornate, una novella ciascuno. Dieci protagonisti, dieci caratteri che emergono dalla narrazione, dieci forme di progressiva âcatarsiâ, di liberazione dalla paura. Una splendida psicoterapia di gruppo.
Tale il messaggio del Decameron di Giovanni Boccaccio, che questo libro ripropone per i giorni nostri, secondo una particolare chiave
interpretativa. La lettura di un medievista per il dramma postmoderno iniziato nei primi mesi del 2020.