Quattro novelle sulle apparenze - Gianni Celati

By Gianni Celati

Release Date: 1989-06-01

Genre: Fiction & Literature

(0 ratings)
Un uomo come tanti, con un lavoro come insegnante e la passione per il rugby, un giorno decide di non parlare più. Un vecchio pittore d’insegne ĆØ ossessionato dai fenomeni di ā€œdisfazioneā€ della luce.Un ex studente di letteratura tenta di cambiare vita viaggiando per il mondo. Un quarantenne dirigente d’azienda, padre di un ragazzo che non capisce, si ā€œvede vivereā€ e si sente perduto. C’è un testo giovanile di Kafka in cui si dice che dietro le apparenze ci sono altre apparenze: da un pensiero del genere nascono i quattro racconti di Gianni Celati, riconducibili alla tradizione della novella filosofica. Uomini e donne alle prese con la vita di ogni giorno si trovano all’improvviso di fronte all’inaspettato: di colpo qualcosa si incrina e va in frantumi, mostrando ciascuno a se stesso come un punto disperso fra milioni di ā€œlumicini percorsi da brividiā€, estranei l’uno all’altro. Sono svolte del destino suscitate da un’attrazione verso l’esterno, che non determina nessuna consapevolezza superiore. Nelle sue operette morali, Celati non ci indica la via d’uscita dal labirinto. ā€œDi fatto,ā€ ci dice, ā€œtutto questo libro ĆØ un gioco per abbassare le pretese dell’io, rendendolo perduto o dispersoā€, raccontando ā€œstorie per rendersi perplessiā€. Salvo poi suggerirci queste parole, sommesso barlume d’utopia: ā€œNell’essere perduti noi aspettiamo che gli altri ci trovino, perchĆ© solo loro possono trovarci in tutto l’universoā€. (Nunzia Palmieri)

Quattro novelle sulle apparenze - Gianni Celati

By Gianni Celati

Release Date: 1989-06-01

Genre: Fiction & Literature

(0 ratings)
Un uomo come tanti, con un lavoro come insegnante e la passione per il rugby, un giorno decide di non parlare più. Un vecchio pittore d’insegne ĆØ ossessionato dai fenomeni di ā€œdisfazioneā€ della luce.Un ex studente di letteratura tenta di cambiare vita viaggiando per il mondo. Un quarantenne dirigente d’azienda, padre di un ragazzo che non capisce, si ā€œvede vivereā€ e si sente perduto. C’è un testo giovanile di Kafka in cui si dice che dietro le apparenze ci sono altre apparenze: da un pensiero del genere nascono i quattro racconti di Gianni Celati, riconducibili alla tradizione della novella filosofica. Uomini e donne alle prese con la vita di ogni giorno si trovano all’improvviso di fronte all’inaspettato: di colpo qualcosa si incrina e va in frantumi, mostrando ciascuno a se stesso come un punto disperso fra milioni di ā€œlumicini percorsi da brividiā€, estranei l’uno all’altro. Sono svolte del destino suscitate da un’attrazione verso l’esterno, che non determina nessuna consapevolezza superiore. Nelle sue operette morali, Celati non ci indica la via d’uscita dal labirinto. ā€œDi fatto,ā€ ci dice, ā€œtutto questo libro ĆØ un gioco per abbassare le pretese dell’io, rendendolo perduto o dispersoā€, raccontando ā€œstorie per rendersi perplessiā€. Salvo poi suggerirci queste parole, sommesso barlume d’utopia: ā€œNell’essere perduti noi aspettiamo che gli altri ci trovino, perchĆ© solo loro possono trovarci in tutto l’universoā€. (Nunzia Palmieri)

Related Articles