Nomi propri è un libro dâincontri. I quattordici saggi che lo compongono sono le tappe di un cammino ideale, compiuto insieme ai filosofi, gli scrittori e i poeti con i quali Emmanuel LĂŠvinas ha voluto aprire uno spazio di condivisione e di confronto. Potrebbe forse bastare questo a indicarne lâimportanza nellâopera di un autore che ha riconosciuto nella relazione con lâaltro il fondamento e il fine della riflessione filosofica. Ma qui non si tratta soltanto di rendere omaggio a Paul Celan, marcare una distanza con Kierkegaard o dialogare con Derrida. Piuttosto, lâincontro diventa occasione per definire le coordinate di una ricerca che qui si rivela, con chiarezza cristallina, in tutti i suoi temi portanti: lâaffermazione del primato dellâetica, la critica della metafisica occidentale, il valore del linguaggio poetico che, al di lĂ dei contenuti, è veicolo dellâinesprimibile e strumento di contatto con lâaltro. Scrivendo sulla decifrazione dellâalteritĂ in Proust, la lettura del sentimento in Jean Wahl e la teoria della conoscenza di Martin Buber â per limitarci ad alcuni esempi â LĂŠvinas mette cosĂŹ alla prova il proprio pensiero e ne disegna la sintesi.
Nomi propri è un libro dâincontri. I quattordici saggi che lo compongono sono le tappe di un cammino ideale, compiuto insieme ai filosofi, gli scrittori e i poeti con i quali Emmanuel LĂŠvinas ha voluto aprire uno spazio di condivisione e di confronto. Potrebbe forse bastare questo a indicarne lâimportanza nellâopera di un autore che ha riconosciuto nella relazione con lâaltro il fondamento e il fine della riflessione filosofica. Ma qui non si tratta soltanto di rendere omaggio a Paul Celan, marcare una distanza con Kierkegaard o dialogare con Derrida. Piuttosto, lâincontro diventa occasione per definire le coordinate di una ricerca che qui si rivela, con chiarezza cristallina, in tutti i suoi temi portanti: lâaffermazione del primato dellâetica, la critica della metafisica occidentale, il valore del linguaggio poetico che, al di lĂ dei contenuti, è veicolo dellâinesprimibile e strumento di contatto con lâaltro. Scrivendo sulla decifrazione dellâalteritĂ in Proust, la lettura del sentimento in Jean Wahl e la teoria della conoscenza di Martin Buber â per limitarci ad alcuni esempi â LĂŠvinas mette cosĂŹ alla prova il proprio pensiero e ne disegna la sintesi.