âVolevo scrivere un romanzo divertente, veloce, unâopera buffa, ma anche un poâ tragica. Qualcosa che avesse lo humour di Vargas Llosa e la facilitĂ di Isherwood, e proseguisse la mia indagine sulla cattiveria e lâipocrisia in una chiave inedita. Mi sono venuti incontro un cane, una padrona isterica e due amici non esattamente amici, e la grande tradizione del melodramma. Ne è saltata fuori una storia di duelli incrociati e veleni, di discorsi cinici e sogni inesprimibili, in cui nessuno è se stesso, tranne il quadrupede. Il tutto ambientato negli spazi di una villa alto-borghese e di una caserma, nel centro di Milano; e condito di ricordi operistici, di stecche e vocalizzi. E latrati.â
âVolevo scrivere un romanzo divertente, veloce, unâopera buffa, ma anche un poâ tragica. Qualcosa che avesse lo humour di Vargas Llosa e la facilitĂ di Isherwood, e proseguisse la mia indagine sulla cattiveria e lâipocrisia in una chiave inedita. Mi sono venuti incontro un cane, una padrona isterica e due amici non esattamente amici, e la grande tradizione del melodramma. Ne è saltata fuori una storia di duelli incrociati e veleni, di discorsi cinici e sogni inesprimibili, in cui nessuno è se stesso, tranne il quadrupede. Il tutto ambientato negli spazi di una villa alto-borghese e di una caserma, nel centro di Milano; e condito di ricordi operistici, di stecche e vocalizzi. E latrati.â