Mio zio di onesti assai princìpi, poi che sul serio s’ammalò, si fece presentar rispetto, di meglio nulla s’inventò; l’esempio suo sia di lezione; ma, mio buon Dio, che grande noia star col malato giorno e notte, né mai lasciarlo d’un sol passo! Che gran malignità meschina far divertire un mezzo vivo, a lui i cuscini accomodare, contrito dar la medicina, con un sospir pensar tra sé: «Ma quando il diavolo ti porta!» II. Così pensava il gagarello, volando sporco sui postali, per Giove che così dispose erede della stirpe sua. Amici di Ruslàn-Lûdmìla! L’eroe di questo mio romanzo, lasciando indugi e prefazioni, adesso voglio presentare: Onégin, mio buon conoscente, cresciuto presso la Nevà, là che nasceste forse pure lettore, voi, o prosperaste! Un tempo anch’io me la spassai: ma mi fa male l’aria al nord
Mio zio di onesti assai princìpi, poi che sul serio s’ammalò, si fece presentar rispetto, di meglio nulla s’inventò; l’esempio suo sia di lezione; ma, mio buon Dio, che grande noia star col malato giorno e notte, né mai lasciarlo d’un sol passo! Che gran malignità meschina far divertire un mezzo vivo, a lui i cuscini accomodare, contrito dar la medicina, con un sospir pensar tra sé: «Ma quando il diavolo ti porta!» II. Così pensava il gagarello, volando sporco sui postali, per Giove che così dispose erede della stirpe sua. Amici di Ruslàn-Lûdmìla! L’eroe di questo mio romanzo, lasciando indugi e prefazioni, adesso voglio presentare: Onégin, mio buon conoscente, cresciuto presso la Nevà, là che nasceste forse pure lettore, voi, o prosperaste! Un tempo anch’io me la spassai: ma mi fa male l’aria al nord