Un mondo sbiadito, fatto di cose “buone da nulla”, di oggetti dimenticati in un solaio, di ville in disfacimento e di ritratti di avi in uniformi antiquate. È questo il regno in cui Guido Gozzano, il poeta-crepuscolare per eccellenza, costruisce il suo “altare del passato”.
In questa raccolta di prose e racconti, Gozzano si fa archeologo dei sentimenti e cantore malinconico di una bellezza che sta svanendo. Con uno sguardo insieme ironico e teneramente commosso, rievoca figure femminili sfiorite, sogni infantili, amori impossibili e le atmosfere ovattate di una provincia piemontese sospesa nel tempo. La sua scrittura, preziosa e colloquiale, raffinata e volutamente dimessa, trasforma un ricordo, un particolare minimo, in una reliquia di un'intera epoca.
L'altare del passato è una nostalgica fuga dalla modernità, ma anche un'operazione poetica profondamente originale: un invito a riconoscere la poesia nascosta nelle piccole cose, a celebrare il rito della memoria prima che il tempo cancelli ogni traccia.
Un mondo sbiadito, fatto di cose “buone da nulla”, di oggetti dimenticati in un solaio, di ville in disfacimento e di ritratti di avi in uniformi antiquate. È questo il regno in cui Guido Gozzano, il poeta-crepuscolare per eccellenza, costruisce il suo “altare del passato”.
In questa raccolta di prose e racconti, Gozzano si fa archeologo dei sentimenti e cantore malinconico di una bellezza che sta svanendo. Con uno sguardo insieme ironico e teneramente commosso, rievoca figure femminili sfiorite, sogni infantili, amori impossibili e le atmosfere ovattate di una provincia piemontese sospesa nel tempo. La sua scrittura, preziosa e colloquiale, raffinata e volutamente dimessa, trasforma un ricordo, un particolare minimo, in una reliquia di un'intera epoca.
L'altare del passato è una nostalgica fuga dalla modernità, ma anche un'operazione poetica profondamente originale: un invito a riconoscere la poesia nascosta nelle piccole cose, a celebrare il rito della memoria prima che il tempo cancelli ogni traccia.