Ci sono luoghi del mondo che sono sospesi tra reale e immaginario. Come le metafore.
Gli stretti di mare sono una forma del pensiero: obbligano a misurarsi col limite, lâattrito, la necessitĂ di mediazione. Crocevia di scontri e timori, sono dispositivi geografici attraversati da forze contrapposte, e non câè potere che non abbia provato a controllarli, domarli, militarizzarli. Eppure in essi si cela anche la speranza dellâincontro e del ricongiungimento, dellâibridazione, del racconto condiviso. Tra i migranti di Gibilterra e le navi mercantili di Suez, nello stretto di Messina come in quello di Bering, le correnti rimescolano le leggi della storia e dellâeconomia, traghettando di sponda in sponda paure, passioni e desideri. Compiere lâattraversamento significa confrontarsi con un intreccio di rotte, memorie e visioni reali o immaginarie che risuonano nella letteratura di ogni epoca: dal travagliato transito di Ulisse tra Scilla e Cariddi alla Istanbul di Pamuk, passando per le pagine di scrittori-navigatori come Stevenson e Conrad.
Gli stretti continuano a porre domande piĂš che offrire risposte. Nei loro passaggi obbligati si riflette la geografia instabile del nostro tempo, che Franco La Cecla e Piero Zanini percorrono seguendo le tracce di infinite suggestioni, tensioni, rotture e possibili connessioni.
Franco La Cecla insegna Antropologia culturale alla NABA e allo IULM, a Milano. In passato ha insegnato a Berkeley, Parigi, Barcellona, Venezia, Palermo. Nei suoi lavori ha affrontato spesso il tema dellâorganizzazione dello spazio contemporaneo tra localismo e globalizzazione. Tra le sue pubblicazioni, Il malinteso (1997), Contro lâarchitettura (2008), Addomesticare lâarchitettura (2024).
Piero Zanini è ricercatore al Laboratoire Architecture Anthropologie de lâĂcole Nationale SupĂŠrieure dâArchitecture de Paris-la-Villette, dove insegna Antropologia urbana. Le sue ricerche esplorano i modi, le forme e le temporalitĂ che strutturano il rapporto mutevole tra le persone e i luoghi che abitano. Tra le sue pubblicazioni, Significati del confine (1997) e, con Franco La Cecla, Una morale per la vita di tutti i giorni (2025).
Lo stretto indispensabile - Franco La Cecla & Piero Zanini
Ci sono luoghi del mondo che sono sospesi tra reale e immaginario. Come le metafore.
Gli stretti di mare sono una forma del pensiero: obbligano a misurarsi col limite, lâattrito, la necessitĂ di mediazione. Crocevia di scontri e timori, sono dispositivi geografici attraversati da forze contrapposte, e non câè potere che non abbia provato a controllarli, domarli, militarizzarli. Eppure in essi si cela anche la speranza dellâincontro e del ricongiungimento, dellâibridazione, del racconto condiviso. Tra i migranti di Gibilterra e le navi mercantili di Suez, nello stretto di Messina come in quello di Bering, le correnti rimescolano le leggi della storia e dellâeconomia, traghettando di sponda in sponda paure, passioni e desideri. Compiere lâattraversamento significa confrontarsi con un intreccio di rotte, memorie e visioni reali o immaginarie che risuonano nella letteratura di ogni epoca: dal travagliato transito di Ulisse tra Scilla e Cariddi alla Istanbul di Pamuk, passando per le pagine di scrittori-navigatori come Stevenson e Conrad.
Gli stretti continuano a porre domande piĂš che offrire risposte. Nei loro passaggi obbligati si riflette la geografia instabile del nostro tempo, che Franco La Cecla e Piero Zanini percorrono seguendo le tracce di infinite suggestioni, tensioni, rotture e possibili connessioni.
Franco La Cecla insegna Antropologia culturale alla NABA e allo IULM, a Milano. In passato ha insegnato a Berkeley, Parigi, Barcellona, Venezia, Palermo. Nei suoi lavori ha affrontato spesso il tema dellâorganizzazione dello spazio contemporaneo tra localismo e globalizzazione. Tra le sue pubblicazioni, Il malinteso (1997), Contro lâarchitettura (2008), Addomesticare lâarchitettura (2024).
Piero Zanini è ricercatore al Laboratoire Architecture Anthropologie de lâĂcole Nationale SupĂŠrieure dâArchitecture de Paris-la-Villette, dove insegna Antropologia urbana. Le sue ricerche esplorano i modi, le forme e le temporalitĂ che strutturano il rapporto mutevole tra le persone e i luoghi che abitano. Tra le sue pubblicazioni, Significati del confine (1997) e, con Franco La Cecla, Una morale per la vita di tutti i giorni (2025).