Questo breve saggio richiama esplicitamente il titolo di uno dei piĂš noti romanzi di Italo Calvino, che annotava: âPenso di aver scritto qualcosa come un ultimo poema dâamore alle cittĂ , nel momento in cui diventa sempre piĂš difficile viverle come cittĂ . Forse stiamo avvicinandoci a un momento di crisi della vita urbana, e Le cittĂ invisibili sono un sogno che nasce dalle cittĂ invivibiliâ. Qui si propone una sorta di dichiarazione dâamore per lâinsegnamento, per la scuola e per lâuniversitĂ , in unâepoca in cui alcuni modelli funzionali sembrano trasformarle in modo radicale, rendendole spesso invivibili per chi vi cerca ancora degli spazi non toccati dal lessico e dai criteri della performance, della creditizzazione, della professionalizzazione o del fund raising.
Alla ricerca di un equilibrio fra una didattica âinnovativaâ, capace di sfruttare le potenzialitĂ della tecnologia, e forme di educazione al sapere e alla soggettivitĂ che mantengono un rapporto con la tradizione, va ancora posto al centro del pensiero il rapporto che si può dare tra le forme del âsapereâ e le dinamiche contemporanee della soggettivitĂ , nella consapevolezza che tanto i saperi quanto i soggetti non sono mai entitĂ statiche, fisse, immutabili, ma processi in continua metamorfosi, sempre de-coincidenti rispetto a se stessi.
Questo breve saggio richiama esplicitamente il titolo di uno dei piĂš noti romanzi di Italo Calvino, che annotava: âPenso di aver scritto qualcosa come un ultimo poema dâamore alle cittĂ , nel momento in cui diventa sempre piĂš difficile viverle come cittĂ . Forse stiamo avvicinandoci a un momento di crisi della vita urbana, e Le cittĂ invisibili sono un sogno che nasce dalle cittĂ invivibiliâ. Qui si propone una sorta di dichiarazione dâamore per lâinsegnamento, per la scuola e per lâuniversitĂ , in unâepoca in cui alcuni modelli funzionali sembrano trasformarle in modo radicale, rendendole spesso invivibili per chi vi cerca ancora degli spazi non toccati dal lessico e dai criteri della performance, della creditizzazione, della professionalizzazione o del fund raising.
Alla ricerca di un equilibrio fra una didattica âinnovativaâ, capace di sfruttare le potenzialitĂ della tecnologia, e forme di educazione al sapere e alla soggettivitĂ che mantengono un rapporto con la tradizione, va ancora posto al centro del pensiero il rapporto che si può dare tra le forme del âsapereâ e le dinamiche contemporanee della soggettivitĂ , nella consapevolezza che tanto i saperi quanto i soggetti non sono mai entitĂ statiche, fisse, immutabili, ma processi in continua metamorfosi, sempre de-coincidenti rispetto a se stessi.