La questione del metodo insieme a quella dellâefficacia rimane centrale, oggi come in passato, per chi si occupa di educazione e intervento sociale. Attraverso cinque capitoli, ognuno dedicato a epoche diverse dallâUnitĂ ai giorni nostri, Fofi ricostruisce le vite di chi ha riflettuto e si è occupato di progetti educativi e di sviluppo di comunitĂ . Tra i protagonisti di questa controstoria Sibilla Aleramo, Aldo Capitini, Danilo Dolci, Adriano Olivetti, Don Zeno Saltini, Umberto Zanotti Bianco, Margherita Zoebeli e molti altri. Prefazione di Giuseppe De Rita âOggi la Storia è cosĂŹ cambiata che non ci serve piangere sulle occasioni perdute della societĂ italiana, ma capire cosa bisognerebbe fare oggiâ. Goffredo Fofi âTutti noi, che abbiamo pensato e portato avanti unâesperienza di azione sociale, lâabbiamo fatto perchĂŠ ci credevamo fortemente e perchĂŠ pensavamo solo e quasi esclusivamente a quel che avevamo pensato e deciso di fare. La crescita del sociale italiano è stata in fondo la scommessa di tanti sogni collettivi in cui molti hanno creduto, e attraverso la quale sono pazientemente cresciuti, magari lontano da dove avevano cominciato a fare socialeâ. Giuseppe De Rita
La questione del metodo insieme a quella dellâefficacia rimane centrale, oggi come in passato, per chi si occupa di educazione e intervento sociale. Attraverso cinque capitoli, ognuno dedicato a epoche diverse dallâUnitĂ ai giorni nostri, Fofi ricostruisce le vite di chi ha riflettuto e si è occupato di progetti educativi e di sviluppo di comunitĂ . Tra i protagonisti di questa controstoria Sibilla Aleramo, Aldo Capitini, Danilo Dolci, Adriano Olivetti, Don Zeno Saltini, Umberto Zanotti Bianco, Margherita Zoebeli e molti altri. Prefazione di Giuseppe De Rita âOggi la Storia è cosĂŹ cambiata che non ci serve piangere sulle occasioni perdute della societĂ italiana, ma capire cosa bisognerebbe fare oggiâ. Goffredo Fofi âTutti noi, che abbiamo pensato e portato avanti unâesperienza di azione sociale, lâabbiamo fatto perchĂŠ ci credevamo fortemente e perchĂŠ pensavamo solo e quasi esclusivamente a quel che avevamo pensato e deciso di fare. La crescita del sociale italiano è stata in fondo la scommessa di tanti sogni collettivi in cui molti hanno creduto, e attraverso la quale sono pazientemente cresciuti, magari lontano da dove avevano cominciato a fare socialeâ. Giuseppe De Rita