Sono trascorsi quindici anni dallâuscita di questo libro e dalle vicende che racconta. Figlie di quellâanno zero che fu il luglio del 2001, quando il vertice del G8 di Genova si trasformò in un sabba di violenze e abusi da parte delle forze dellâordine nelle piazze in cui si erano radunati migliaia di manifestanti contro la globalizzazione.
Vicende figlie, soprattutto, di una sfida che, allora come oggi, sembrò necessaria raccontare capovolgendone il punto di vista. Sistemandosi dietro la visiera di plexiglass di un casco azzurro, attraverso gli occhi dei poliziotti.
Quindici anni sono un tempo molto lungo. Alcuni dei protagonisti di questo libro hanno lasciato la polizia per âraggiunti limiti di etĂ â e âsenza alcuna nostalgiaâ. Altri, come âDragoâ o âlo Sciattoâ, vestono ancora la tuta da ordine pubblico.
Con lâacume dellâinchiesta giornalistica e la forza di una scrittura coinvolgente, Carlo Bonini ci porta dietro le quinte dei reparti mobili, tra le vite di uomini che ogni giorno si trovano a incarnare lo Stato nelle piazze: di fronte agli studenti, ai lavoratori in sciopero, ai migranti, a chiunque esprima un dissenso.
In unâItalia dove il rancore e la paura sembrano diventati lingua comune, ACAB si rivela non solo il resoconto di unâindagine sul passato prossimo del nostro paese, ma una riflessione necessaria su chi siamo e su cosa stiamo diventando.
âUn libro fortissimo, impressionante.â
Giancarlo De Cataldo
Sono trascorsi quindici anni dallâuscita di questo libro e dalle vicende che racconta. Figlie di quellâanno zero che fu il luglio del 2001, quando il vertice del G8 di Genova si trasformò in un sabba di violenze e abusi da parte delle forze dellâordine nelle piazze in cui si erano radunati migliaia di manifestanti contro la globalizzazione.
Vicende figlie, soprattutto, di una sfida che, allora come oggi, sembrò necessaria raccontare capovolgendone il punto di vista. Sistemandosi dietro la visiera di plexiglass di un casco azzurro, attraverso gli occhi dei poliziotti.
Quindici anni sono un tempo molto lungo. Alcuni dei protagonisti di questo libro hanno lasciato la polizia per âraggiunti limiti di etĂ â e âsenza alcuna nostalgiaâ. Altri, come âDragoâ o âlo Sciattoâ, vestono ancora la tuta da ordine pubblico.
Con lâacume dellâinchiesta giornalistica e la forza di una scrittura coinvolgente, Carlo Bonini ci porta dietro le quinte dei reparti mobili, tra le vite di uomini che ogni giorno si trovano a incarnare lo Stato nelle piazze: di fronte agli studenti, ai lavoratori in sciopero, ai migranti, a chiunque esprima un dissenso.
In unâItalia dove il rancore e la paura sembrano diventati lingua comune, ACAB si rivela non solo il resoconto di unâindagine sul passato prossimo del nostro paese, ma una riflessione necessaria su chi siamo e su cosa stiamo diventando.
âUn libro fortissimo, impressionante.â
Giancarlo De Cataldo