⢠Fuga senza fine ⢠Giobbe ⢠La Marcia di Radetzky ⢠La Cripta dei Cappuccini ⢠La leggenda del santo bevitore
Introduzione di Giorgio Manacorda Edizioni integrali
Joseph Roth è il grande narratore di una cesura storica, di una faglia aperta nella compattezza della storia europea dalla fine dellâImpero austro-ungarico, dopo la prima guerra mondiale. Con una precisione feroce e sarcastica descrive la decadenza della vecchia cultura nel fallimento e nel lento dissolvimento dei suoi personaggi: un mondo è crollato definitivamente â catastrofe annunciata, perchĂŠ le fondamenta stesse dellâimpero poggiavano sul vuoto â e non ce nâè uno nuovo in vista che possa sostituirlo, cui le zattere dei naufraghi possano approdare.Non ci sono approdi possibili se non si è in grado di pagare il pedaggio: rinunciare alla propria identitĂ , rinnegare il passato, diventare altri. Qualcuno ci prova, e presto si trova completamente disorientato, una foglia secca nella tempesta. Ma Roth stupisce e sorprende quando ci rendiamo conto che il suo scrivere di un particolare e tragico momento storico, di vite crollate, di dolore senza conforto, di catastrofi senza rimedio può suggerire la metafora di uno stato della coscienza umana in cui la crisi esistenziale raggiunge il suo acme, e il nulla invade ogni attimo. Ma quando piĂš nessuno spera, da lontano arriva dolcemente una musica consolatrice: la suona il figlio del protagonista del romanzo Giobbe: malato, condannato e abbandonato, ricompare guarito, ricco, famoso direttore dâorchestra. Nonostante tutto câè rimasto qualcosa, una musica, unâidea dellâarte, chissĂ , in grado di riempire il silenzio agghiacciante e di scongiurare il pericolo del vuoto assoluto.
Joseph Roth
nacque in Galizia nel 1894. Rimasto presto orfano del padre, morto in manicomio, crebbe con la madre e frequentò il ginnasio e lâuniversitĂ . Prestò servizio come addetto stampa dellâesercito austro-ungarico durante la prima guerra mondiale e proseguĂŹ la carriera giornalistica anche negli anni successivi, dedicandosi al tempo stesso alla narrativa. Con le prime leggi razziali della Germania nazista decise di emigrare in Francia, a Parigi, dove continuò a scrivere e dove morĂŹ nel 1939. La Newton Compton ha pubblicato i suoi romanzi in volumi singoli e nel volume unico I grandi romanzi.
⢠Fuga senza fine ⢠Giobbe ⢠La Marcia di Radetzky ⢠La Cripta dei Cappuccini ⢠La leggenda del santo bevitore
Introduzione di Giorgio Manacorda Edizioni integrali
Joseph Roth è il grande narratore di una cesura storica, di una faglia aperta nella compattezza della storia europea dalla fine dellâImpero austro-ungarico, dopo la prima guerra mondiale. Con una precisione feroce e sarcastica descrive la decadenza della vecchia cultura nel fallimento e nel lento dissolvimento dei suoi personaggi: un mondo è crollato definitivamente â catastrofe annunciata, perchĂŠ le fondamenta stesse dellâimpero poggiavano sul vuoto â e non ce nâè uno nuovo in vista che possa sostituirlo, cui le zattere dei naufraghi possano approdare.Non ci sono approdi possibili se non si è in grado di pagare il pedaggio: rinunciare alla propria identitĂ , rinnegare il passato, diventare altri. Qualcuno ci prova, e presto si trova completamente disorientato, una foglia secca nella tempesta. Ma Roth stupisce e sorprende quando ci rendiamo conto che il suo scrivere di un particolare e tragico momento storico, di vite crollate, di dolore senza conforto, di catastrofi senza rimedio può suggerire la metafora di uno stato della coscienza umana in cui la crisi esistenziale raggiunge il suo acme, e il nulla invade ogni attimo. Ma quando piĂš nessuno spera, da lontano arriva dolcemente una musica consolatrice: la suona il figlio del protagonista del romanzo Giobbe: malato, condannato e abbandonato, ricompare guarito, ricco, famoso direttore dâorchestra. Nonostante tutto câè rimasto qualcosa, una musica, unâidea dellâarte, chissĂ , in grado di riempire il silenzio agghiacciante e di scongiurare il pericolo del vuoto assoluto.
Joseph Roth
nacque in Galizia nel 1894. Rimasto presto orfano del padre, morto in manicomio, crebbe con la madre e frequentò il ginnasio e lâuniversitĂ . Prestò servizio come addetto stampa dellâesercito austro-ungarico durante la prima guerra mondiale e proseguĂŹ la carriera giornalistica anche negli anni successivi, dedicandosi al tempo stesso alla narrativa. Con le prime leggi razziali della Germania nazista decise di emigrare in Francia, a Parigi, dove continuò a scrivere e dove morĂŹ nel 1939. La Newton Compton ha pubblicato i suoi romanzi in volumi singoli e nel volume unico I grandi romanzi.