Il tipico tour in Italia organizzato dalle agenzie della Repubblica popolare cinese ha sempre previsto solo tre tappe: ovviamente il Colosseo, poi la Torre di Pisa e per ultimo non Napoli e neppure Firenze o Venezia, bensĂŹ Verona. Il motivo non è lâArena, ma un luogo tanto evocativo quanto immaginario: il balcone di Giulietta. Talmente immaginario che non ve nâè traccia neppure nel testo di Shakespeare, come spiega Paolo Bertinetti: Giulietta si affaccia in realtĂ da una semplice finestra. Eppure, ritratto in dipinti e illustrazioni, messo in scena a teatro e al cinema, quel balcone si è sedimentato nellâimmaginario collettivo, con una forza tale da diventare unâattrazione turistica, da visitare con devozione e ritrarre in una foto sui social. Questa è una semplice dimostrazione empirica di come William Shakespeare sia stato lâultimo grande creatore di miti: lâamore tragico di Romeo e Giulietta, la bramosia spregiudicata di Macbeth e Lady Macbeth, la folle gelosia di Otello e la perfidia di Jago, il dissidio interiore di Amleto, la saggia giovialitĂ di Falstaff⌠Alcuni suoi personaggi hanno trasceso il teatro e sono diventati un archetipo, allo stesso tempo materia letteraria per nuovi artisti e metro di paragone psicologico ed esistenziale, figura proverbiale ed esempio fulgido di una categoria dellâumano. Nessun autore negli ultimi cinquecento anni si è anche lontanamente avvicinato allâinfluenza e alla prolificitĂ del Bardo. Ma come ha fatto a forgiare tanti personaggi immortali, ricreando e rigenerando storie e leggende precedenti con tale forza da legarle per sempre al suo nome e ai suoi versi? Per rispondere a questa domanda, Paolo Bertinetti, autore di saggi e manuali di letteratura inglese, ci accompagnerĂ nellâofficina del genio, tracciando un singolare breve corso che rivela i segreti di Shakespeare creatore di miti.
Il tipico tour in Italia organizzato dalle agenzie della Repubblica popolare cinese ha sempre previsto solo tre tappe: ovviamente il Colosseo, poi la Torre di Pisa e per ultimo non Napoli e neppure Firenze o Venezia, bensĂŹ Verona. Il motivo non è lâArena, ma un luogo tanto evocativo quanto immaginario: il balcone di Giulietta. Talmente immaginario che non ve nâè traccia neppure nel testo di Shakespeare, come spiega Paolo Bertinetti: Giulietta si affaccia in realtĂ da una semplice finestra. Eppure, ritratto in dipinti e illustrazioni, messo in scena a teatro e al cinema, quel balcone si è sedimentato nellâimmaginario collettivo, con una forza tale da diventare unâattrazione turistica, da visitare con devozione e ritrarre in una foto sui social. Questa è una semplice dimostrazione empirica di come William Shakespeare sia stato lâultimo grande creatore di miti: lâamore tragico di Romeo e Giulietta, la bramosia spregiudicata di Macbeth e Lady Macbeth, la folle gelosia di Otello e la perfidia di Jago, il dissidio interiore di Amleto, la saggia giovialitĂ di Falstaff⌠Alcuni suoi personaggi hanno trasceso il teatro e sono diventati un archetipo, allo stesso tempo materia letteraria per nuovi artisti e metro di paragone psicologico ed esistenziale, figura proverbiale ed esempio fulgido di una categoria dellâumano. Nessun autore negli ultimi cinquecento anni si è anche lontanamente avvicinato allâinfluenza e alla prolificitĂ del Bardo. Ma come ha fatto a forgiare tanti personaggi immortali, ricreando e rigenerando storie e leggende precedenti con tale forza da legarle per sempre al suo nome e ai suoi versi? Per rispondere a questa domanda, Paolo Bertinetti, autore di saggi e manuali di letteratura inglese, ci accompagnerĂ nellâofficina del genio, tracciando un singolare breve corso che rivela i segreti di Shakespeare creatore di miti.