Concupiscenza libraria - Giorgio Manganelli

By Giorgio Manganelli

Release Date: 2020-03-12

Genre: Literary Criticism

(0 ratings)
Lettore accanito e onnivoro, Manganelli comincia assai presto a scrivere di libri, nel 1946, e nel giro di qualche anno la recensione si trasforma nelle sue mani in un vero e proprio genere letterario che esige uno scrittore, capace non tanto di giudizio – compito Ā«da professore o da irto pedagogoĀ» – quanto di un Ā«gesto critico, esatto, lucido, veloce e non precipitoso, felicemente prensileĀ». I presupposti di tale nuovo genere li ritroveremo tutti in questa raccolta, dove Manganelli rivela una prodigiosa capacitaĢ€ di aprire i suoi pezzi con un ā€˜presentimento di racconto’ (Ā«Se sono in preda ad un rissoso malumore, tre pagine di Singer mi ā€œstigranoā€, come si dice in certi dialetti emilianiĀ»); di cogliere le peculiaritaĢ€ di un autore come si infilza una farfalla in una bacheca (L’«IguanaĀ» eĢ€ un libro che Ā«sembra non avere autore, ma solo essere un perfetto ā€œapportoā€, come dicono gli spiritistiĀ»); di dare sfogo a una Ā«concupiscenza librariaĀ» che lo trascina da Omero a Chaucer, all’amato Seicento, a Vincenzo Monti, Keats, Ivy Compton-Burnett sino a Oliver Sacks e Anna Maria Ortese; di brandire irresistibilmente ironia e sarcasmo (Ā«Stretto nella teca dei suoi calzoni accanitamente abbottonati, il ritroso Cassola ha della letteratura un’idea che fa apparire ā€œLa famiglia cristianaā€ l’organo dell’Ente per lo Scambio delle MogliĀ»); di officiare fastose cerimonie stilistiche e verbali; ma soprattutto di farci intravedere, dietro lo Ā«spazio di indifferenza emotivaĀ» che pone fra sé e cioĢ€ che scrive, quella passione della letteratura che Ā«produce matrimoni, fughe a due, notti insonni, poesie, serenate, omicidi, ma in nessun caso cose ragionevoli e sensate Ā».

Concupiscenza libraria - Giorgio Manganelli

By Giorgio Manganelli

Release Date: 2020-03-12

Genre: Literary Criticism

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Lettore accanito e onnivoro, Manganelli comincia assai presto a scrivere di libri, nel 1946, e nel giro di qualche anno la recensione si trasforma nelle sue mani in un vero e proprio genere letterario che esige uno scrittore, capace non tanto di giudizio – compito Ā«da professore o da irto pedagogoĀ» – quanto di un Ā«gesto critico, esatto, lucido, veloce e non precipitoso, felicemente prensileĀ». I presupposti di tale nuovo genere li ritroveremo tutti in questa raccolta, dove Manganelli rivela una prodigiosa capacitaĢ€ di aprire i suoi pezzi con un ā€˜presentimento di racconto’ (Ā«Se sono in preda ad un rissoso malumore, tre pagine di Singer mi ā€œstigranoā€, come si dice in certi dialetti emilianiĀ»); di cogliere le peculiaritaĢ€ di un autore come si infilza una farfalla in una bacheca (L’«IguanaĀ» eĢ€ un libro che Ā«sembra non avere autore, ma solo essere un perfetto ā€œapportoā€, come dicono gli spiritistiĀ»); di dare sfogo a una Ā«concupiscenza librariaĀ» che lo trascina da Omero a Chaucer, all’amato Seicento, a Vincenzo Monti, Keats, Ivy Compton-Burnett sino a Oliver Sacks e Anna Maria Ortese; di brandire irresistibilmente ironia e sarcasmo (Ā«Stretto nella teca dei suoi calzoni accanitamente abbottonati, il ritroso Cassola ha della letteratura un’idea che fa apparire ā€œLa famiglia cristianaā€ l’organo dell’Ente per lo Scambio delle MogliĀ»); di officiare fastose cerimonie stilistiche e verbali; ma soprattutto di farci intravedere, dietro lo Ā«spazio di indifferenza emotivaĀ» che pone fra sé e cioĢ€ che scrive, quella passione della letteratura che Ā«produce matrimoni, fughe a due, notti insonni, poesie, serenate, omicidi, ma in nessun caso cose ragionevoli e sensate Ā».

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