In questi racconti sulla guerra e il campo di concentramento, lo sguardo di Borowski si fissa sui sofferenti, sui vinti, e con oggettiva spietatezza mette a nudo la crudeltĂ e il cinico egoismo che prevalgono nellâanimo dellâuomo in lotta per la sopravvivenza.
Quel che ci si rivela è un inferno in cui la violenza è esercitata dallâaguzzino sul prigioniero, ma anche da questâultimo sul compagno di detenzione, per disperazione e per sottrarsi al diretto peso dellâoppressione. Ne emerge un quadro disilluso e terribile che illumina in una nuova prospettiva la tragedia dei lager. Che il peggior delitto dei massacratori sia stato quello di corrompere la coscienza delle loro vittime?
In questi racconti sulla guerra e il campo di concentramento, lo sguardo di Borowski si fissa sui sofferenti, sui vinti, e con oggettiva spietatezza mette a nudo la crudeltĂ e il cinico egoismo che prevalgono nellâanimo dellâuomo in lotta per la sopravvivenza.
Quel che ci si rivela è un inferno in cui la violenza è esercitata dallâaguzzino sul prigioniero, ma anche da questâultimo sul compagno di detenzione, per disperazione e per sottrarsi al diretto peso dellâoppressione. Ne emerge un quadro disilluso e terribile che illumina in una nuova prospettiva la tragedia dei lager. Che il peggior delitto dei massacratori sia stato quello di corrompere la coscienza delle loro vittime?