In un tempo in cui continuano a fronteggiarsi, senza bussola pedagogica, i sostenitori del permissivismo (della libertĂ senza confne) e quelli dellâautoritarismo (della libertĂ repressa), il volume intende ripensare il tema del potere, e quello strettamente connesso dellâautoritĂ , nei processi educativi che si svolgono nella famiglia, nella scuola, nei luoghi del lavoro, non senza averne prima tratteggiato, mediante unâoperazione di interpretazione pedagogica, lâidentitĂ di strumento fnalizzato ad aiutare la persona a conquistare la libertĂ responsabile. Chi educa utilizza il potere che ha per dare potere al soggetto educativo dotandolo della capacitĂ di compiere volontariamente e moralmente le sue azioni. Esercita unâautoritĂ funzionale contrassegnandola come emancipativa e per questo destinandola ad accompagnare la coscienza dellâe- ducando a destarsi e formarsi nonchĂŠ ad assicurargli le possibilitĂ e le condizioni idonee a costruirsi come personalitĂ governata dal principio-guida della singolaritĂ , in modo da evitare i pericoli dellâeterodirezione e della copionalitĂ , dellâintruppamento gregario e dellâomologazione, e da caratterizzare secondo originalitĂ , autonomia e responsabilitĂ il proprio essere, pensare, sentire, decidere, conoscere, apprendere, convivere, agire. Alla base dellâintero discorso sta il convincimento che lâeducazione si serve del potere per conseguire il fne dellâumanizzazione della persona. Se lâautorità è il principio che regola il potere, questo è il dispositivo che consente allâautoritĂ di esplicitarsi e di raggiungere la meta che si è prefissa. Senza autoritĂ non può esserci vera ed effcace relazione educativa.
In un tempo in cui continuano a fronteggiarsi, senza bussola pedagogica, i sostenitori del permissivismo (della libertĂ senza confne) e quelli dellâautoritarismo (della libertĂ repressa), il volume intende ripensare il tema del potere, e quello strettamente connesso dellâautoritĂ , nei processi educativi che si svolgono nella famiglia, nella scuola, nei luoghi del lavoro, non senza averne prima tratteggiato, mediante unâoperazione di interpretazione pedagogica, lâidentitĂ di strumento fnalizzato ad aiutare la persona a conquistare la libertĂ responsabile. Chi educa utilizza il potere che ha per dare potere al soggetto educativo dotandolo della capacitĂ di compiere volontariamente e moralmente le sue azioni. Esercita unâautoritĂ funzionale contrassegnandola come emancipativa e per questo destinandola ad accompagnare la coscienza dellâe- ducando a destarsi e formarsi nonchĂŠ ad assicurargli le possibilitĂ e le condizioni idonee a costruirsi come personalitĂ governata dal principio-guida della singolaritĂ , in modo da evitare i pericoli dellâeterodirezione e della copionalitĂ , dellâintruppamento gregario e dellâomologazione, e da caratterizzare secondo originalitĂ , autonomia e responsabilitĂ il proprio essere, pensare, sentire, decidere, conoscere, apprendere, convivere, agire. Alla base dellâintero discorso sta il convincimento che lâeducazione si serve del potere per conseguire il fne dellâumanizzazione della persona. Se lâautorità è il principio che regola il potere, questo è il dispositivo che consente allâautoritĂ di esplicitarsi e di raggiungere la meta che si è prefissa. Senza autoritĂ non può esserci vera ed effcace relazione educativa.